Monthly Model

Mother Mary è la Monthly Model di Club & Kitan Club di Novembre (*). Di lei però scriveremo ancora molto e pubblicheremo tante fotografie perché ha partecipato e parteciperà ai set de I Bizarri Anni '50 sia come alter-ego della bellissima moglie di John Willie, Holly Anna Faram, sia come modella per il leather bondage, tra catene, pelle e cuoio.
Delle signore non si dice mai l'età ma una cosa di Mother Mary è assolutamente certa: avrà sedici anni fino al suo sessantesimo compleanno. Una persona assolutamente splendida, a suo agio sui set fetish e bondage, è stata anche una compagna di viaggio nella creazione delle scene: impagabile e impareggiabile ha impegnato il suo fisico fino a limiti che poche persone possono sperare di raggiungere, tenendo pose complicate e scomode fino al dolore con il sorriso sulle labbra o con quella deliziosa smorfietta di sofferenza e sfida (chi sa quanto finta e quanto vera) che potrebbe fare impazzire di piacere un sadico. Mary è molto più di una semplice "modella fetish", è una persona garbata e distinta, una vera Dama tatuata, appassionata di corde e di bondage, di vestitini vintage (che indossa con disinvolta e scanzonata aria da pin up anni 40-50) perfettamente a suo agio sia su tacchi vertiginosi di stivaletti impossibili (che sa indossare con grazia anche quando è legata)  sia a piedi nudi sul freddo parquet dello studio fotografico. Unico "difetto" di Mother Mary (ma questo è un nostro problema, non suo) è la sua residenza un po' fuori dalla portata delle nostre macchine fotografiche e, quindi, la necessità di programmare con ampio anticipo la sua partecipazione ai nostri set. Ma, vi assicuro, dato il risultato dei primi tre shooting non ci lasceremo scappare l'occasione di coinvolgerla tante più volte possibile per vostra (e soprattutto) nostra felicità. La sua pagina IG è: https://www.instagram.com/mother_mary91_/
(*)Ropes: Mauro Lacqua

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愛子
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Mother Mary
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From the Editor's Dungeon

Siamo tornati ...

2019 11 editorialeCiao! Siamo tornati!! Sì, abbiamo saltato un mese (e che mese) denso di lavoro per la sistemazione del nuovo studio fotografico e, infine, siamo di nuovo qui e quasi in pari con l'aggiornamento del sito.

Quindi ottobre è trascorso (nostra colpa) senza aggiornamenti dei monthly set e senza la presentazione di una monthly model ma non senza operare, dietro le quinte, per rendere il magazine sempre più vivo e sempre più vivace.

Stiamo ancora postproducendo la nuova serie di foto della monthly model (abbiate pazienza, non ve ne pentirete!!) ma vogliamo fare il punto della situazione e lo facciamo prima con quello che abbiamo fatto.

Un articolo di Fulvio Brumatti (Mappamondi in fiamme #4) aspettava da qualche mese di vedere la luce perché l'Editore (io me) ha preteso che fosse accompagnato da un set fotografico originale il cui storyboard fosse ricavato dal racconto di Vinicio che nell'articolo è presentato.

Non è come dirlo inventarsi un set credibile di spanking in un grande magazzino. Eppure con la pazienza delle formichine non solo abbiamo ricreato in studio la suggestione del magazzino resi di un (possibile) punto vendita di abbigliamento femminile: non contenti abbiamo messo all'opera due modelle che sono, in assoluto, new entry nel mondo della fotografia SM/BDSM e ci abbiamo ricavato un set niente male.

Come dire che il lavoro di squadra paga, alla fine.

Con l'uscita di un articolo di Paul Stoves sullo spanking in terra di Germania (Deutschland Deutschland) si è andati avanti con la geo-storia dei mappamondi in fiamme, supportata da pregevoli (che dico pregevoli, di più!) foto d'epoca.

Nel frattempo abbiamo ricevuto ed impaginato l'articolo di presentazione a lungo atteso (ragazzo impegnato) di Retif. Così e degnamente abbiamo inaugurato anche la sezione dedicata agli amanti dei piedi. Come al solito sollecitando l'autore a raccontare di sé e della sua storia personale, del suo modo di vivere la sua passione, delle sue esperienze. Il risultato, mescolato con qualche scatto eseguito nel passato durante qualche sessione di feet di cui Retif è stato protagonista, non è malaccio. Insomma, non è detto che amare i piedi delle donne debba per forza significare che, poi, ogni cosa, la si fa con i piedi ... o no?

Infine abbiamo ottenuto anche le presentazioni personali di Tsuki e di Altex che hanno dato vita e un po' di brio alla rubrica Latex Gloves.

In fondo un mesetto impegnativo che si è conluso sabato 30/11 con la serie di foto postprodotte della nostra modella fetish/bdsm del mese, Mother Mary, impegnata in una scena di shibari (ropes Mauro Lacqua)

Non possiamo, infine ma non per ultimo, dimenticare che il 25 novembre appena trascorso si è ampiamente e con vasta eco mondiale celebrata la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne del corrente AD 2019 (!! 2019 non 819 !!).

Questo tema è, per noi praticanti SM/BDSM, centrale e importante data la delicatezza dei meccanismi psicologici che le nostre pratiche vanno a toccare, a volte profondamente. La vigilanza sul proprio operato, sulle proprie scelte, sul modo d'interagire non può prescindere dal continuo e attento controllo sulle nostre azioni e sulle conseguenze di tali azioni. E questo vale sia per chi si prende la responsabilità di assumere un ruolo dominante sia per chi si prende il rischio di assumere un ruolo sottomesso.

La violenza, come tale, è già insopportabile quando a subirla è un uomo, diviene intollerabile ed esecrabile, soprattutto in questo periodo di rigurgiti culturali piuttosto proccupanti, quando segue l'odioso fine di annichilire moralmente e fisicamente una donna.

Su questo tema avremo modo di tornare spesso nei prossimi editoriali perché oggi più che mai è necessario, vitale, determinante, segnare una linea netta, senza ambiguità o tentennamenti, senza distinguo o sofismi, tra quello che è un piacere condiviso, una consapevole ricerca della felicità lungo un percorso di consensuale appagamento e quello che è, per contro, l'abominio della prevaricazione e della violenza. Non una linea tracciata a "sofismi": una linea operativa, oggettiva, invalicabile, tracciata con concetti chiari ed inequivocabili, atteggiamenti e comportamenti coerenti, assunzione etica, morale e legale delle proprie responsabilità. In poche parole un confine segnato con un muro di cemento armato tra noi e chi, usando ed abusando delle parole d'ordine e delle suggestioni del nostro mondo, vorrebbe camuffarsi, intrufolarsi e deporre - come il cuculo - il suo uovo malato nel nostro nido.

Questo detto vi rinnovo i miei migliori auguri di buon divertimento e vi saluto perché, a parte tutto, s'è pure fatta una certa ;-)

Top News

Musica e altre perversioni

ckc ohm thUn rombo come di tuono precede ogni terremoto. Sono le onde meccaniche del sisma che, arrivando in superficie, si trasformano nell'aria, in onde sonore. Quindi nessuna scoperta particolare, tutte cose ultranote, tanto che i sismologi a volte "ascoltano" i terremoti trasformando le registrazioni raw degli eventi sismici in suono digitale. Quello che i sismologi non hanno pensato di fare è il percorso inverso: trasformare il suono in vibrazione.

Poco male, non ha grande utilità pratica per capire i terremoti che già sono, di per sé vibrazioni, in suono e poi di nuovo in vibrazione. Nessuna utilità pratica per loro, ovviamente. Per una coppia di statunitensi piuttosto inquieta, Suki e Brain Dunham, invece l'idea si è rivelata una vera gallina dalle uova d'oro, sia per il letto sia per la banca. Il loro letto, il loro conto in banca.

E già che di uova si parla, l'idea è il classico uovo di Colombo: usare le onde che generano la musichetta che si ascolta con l'ipod in vibrazioni per un sex toy. Quindi toni, timbri, volumi e ritmi diventano stimolazioni vaginali e clitoridee che seguono, senza alcun controllo da parte della signora interessata, uno schema che passa da una metrica musicale ad una metrica del piacere, intensificando, velocizzando, diminuendo, aumentando a seconda del rullato di tamburo o dell'acuto di soprano.

Tutto fa piacere, quindi, dalle sonate per pianoforte alla tecno i gusti musicali si possono trasmutare in gusti vaginali. Se riuscite a pensare a qualcosa di più potente per avvicinare le persone alla musica fatemelo sapere, vi propongo per il premio Nobel.

Come sarebbe buono e giusto proporre Suki e Brain per lo stesso premio. Già da oggi.

Quindi, riassumiamo: musica trasformata in vibrazione per un sex toy. Ci aggiungiamo che può interfacciarsi con una playlist sul cellulare o in streaming con Spotify (ma si deve essere utenti premium) e che può essere comandato in remoto anche attraverso internet. 

Strumento perfetto per le camgirl che sono, ad oggi, le maggiori acquirenti. E che hanno incrementato, soprattutto in periodo di lockdown, il consumo dell'oggettino.

Ma anche per noi perversi sadomasocari ci sono interessanti prospettive.

Fate girare un pochino la fantasia: bondage e ohmIbod ad esempio. Ad esempio.

Ma è solo un esempio ...

Precum - Un racconto di Caliban

thumbnailUna doverosa introduzione dell'Editore. E' impossibile o quasi classificare correttamente Caliban se non lo si conosce personalmente, e pure da parecchi anni. I suoi racconti sono, a volte sconcertanti e visionari, scorci di incubi sessuali spontanei più che barocche fantasie onanistiche. Con lui si rigenera,  senza soluzione di continuità, quel filone disturbante ed eroto-filosofico che fu di De Sade, Apollinaire, Bataille e, in estremo oriente, di Tetsuo Amano e il suo Kachikujin yapū, il bestiame umano - pubblicato a puntate a partire dal 1956 proprio sulla rivista giapponese Kitan Club dalla quale abbiamo tratto ispirazione per questo magazine.
Forti i dubbi sull'opportunità di pubblicare i suoi racconti anche in questo contesto, forti le perplessità di cui anche lui è al corrente ma inutile chiedere di "limitare i danni" con autocensure. Non lo farebbe neanche se ad imporglierlo fosse la Mistress delle Mistress dei suoi sogni; paradossalmente un sub con inquietanti tendenze alla castrazione non è, in alcun modo, castrabile dal punto di vista intellettuale e creativo.

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Ultimo Lunedì - A tutti

a tuttiQuando avevo mandato il lontano 27 gennaio di questo sciagurato anno quella breve comunicazione a tutti gli iscritti alla mailing list dell’ULTIMO LUNEDI mai avrei immaginato.
Mai nessuno di noi avrebbe immaginato.
Eppure!

Il “resistere, resistere, resistere” è più che mai giusto pensarlo, dirlo, gridarlo. Solo quando sarà possibile vedersi, ci vedremo. E nemmeno 1 minuto prima.
Sarà un riprenderci il nostro vitale spazio di salutare divertimento fatto di gioco, ma soprattutto di belle relazioni tra persone accomunate da una stessa visione della propria sessualità.

A chi di noi dovesse essere per professione in prima linea, va il mio – e parlando a nome di tutti, il nostro - più forte senso di gratitudine, di ammirazione, di riconoscenza.

A presto con tutto il cuore e tutta la speranza,

Fulvio Brumatti

wag your tailCos'è il puppy play (PP)? Quando dico “PP”, tutti pensano, in maniera riduttiva, a costringere qualcuno a comportarsi come un cane, tra un KINK e l’altro durante una sessione di BDSM. Dare una definizione, non è facile, ma ci si prova. Secondo il modello statunitense australiano, a cui mi ispiro, il PUPPY PLAY o PET PLAY, DOG PLAY (o KITTEN PLAY, per il gatto) è un INSIEME DI PRATICHE BDSM, che rispecchia il paradigma dell’SSC.

Quindi sono pratiche relazionali frutto di accordi presi prima fatte da o nei confronti di una persona, la quale, per un tempo ragionevole, si libera volutamente della sua condizione di essere umano, per far uscire il Cane che c’è in lui o lei, assumendone, quindi, gesti, azioni, comportamenti, postura e, possibilmente, istinti.

È un ruolo! Non è una questione di sottomissione. Lo scopo non è quello di dominare un cane, ma quello di vivere una condizione Cucciolo-Umano o Cucciolo Padrone su cui ruota il tutto. Ciò che interessa maggiormente è l’aspetto simbolico. Poi, se c’è dell’altro, è un di più. Il senso di questo gioco non è che un Cane umano è davvero un cane, ma è soddisfare certi bisogni, il bisogno di provare quel piacere che si prova. Ovvero, quel piacere masochista, da parte delle figure sottomesse, di potersi comportare come cani a tutti gli effetti, mentre, da parte della figura dominante, quel piacere sadico di poter ridurre il suo PET PLAYER ad animale. Entrambe le figure sanno che stanno per interpretare una sceneggiata, all’interno della quale alcune pratiche saranno vere, altre saranno una pura finzione.

Il Cucciolo ama essere trattato come un cucciolo, il resto NON è il perché della pratica. In quanto GIOCO DI RUOLO, quando il Cucciolo si trova in quella condizione, non vuole (salvo eccezioni, ovviamente), depersonalizzarsi, ma vuole vivere un’altra condizione: vuole essere chi non è nella realtà e vuole essere trattato come tale.

In virtù di questo, vi dico quelli che sono i PILASTRI FONDAMENTALI del PP, cioè:

Un HUMAN PUP, non è, o non è necessariamente, uno schiavo, lui non vuole SOLO o NECESSARIAMENTE essere percosso o punito o, se vuole esserlo, vuole esserlo in qualità di Cane e non di essere umano. Non è detto, quindi, che un PET PLAYER ami essere frustato, fustigato, sculacciato o simile, ma ama essere trattato principalmente come un Cane, Cucciolo o Lupo, per l’intera durata della sessione BDSM; il resto è un di più che, se c’è, bene, se no, nessun problema. Il sottomesso, dunque, non è depersonalizzato. Non è un oggetto. È un’altra figura con una propria identità e dignità.

Il PP non vuol dire, dunque, SOLAMENTE ordinare al proprio o alla propria slave di mettersi su quattro zampe e abbaiare, all’interno di una sessione di BDSM, tra un colpo di frusta e uno di flogger. Assolutamente no! Vuol dire, invece, trattare qualcuno come un Cane, per l’intera durata di una sessione (o, per meglio dire, quasi).

Sulla base di quanto ho appena detto, un “bipede” che gioca con un Cane umano non è necessario che faccia pratiche obbligatoriamente umilianti o dolorose ad esempio, può fare Puppy Play accarezzando il Cane Umano che giace accucciato sulla sua cuccetta, stando disteso sul divano a guardare la televisione, come pure, ad esempio, si può giocare con lui lanciandogli un giocattolo e chiedendo o ordinando di riportarlo indietro; ma naturalmente, con un Cane Umano si possono fare pratiche anche più estreme, dolorose, di coercizione, umilianti o, persino, di natura sessuale: tutto è lecito, se è desiderato da ambedue le parti.

È interessante notare come negli Stati Uniti, in Australia e, negli ultimi anni, anche in Nord Europa, il PP stia diventando sempre più una sottocultura, (come, ad esempio, quella Bear per il mondo gay), in quanto:

Quello del PP sta diventano un mondo fatto di parole in codice, linguaggi, modi di fare, che, sempre più, si differenziano dal mondo del BDSM classico (“ROAR” che, in inglese normale vuol dire “strada”, nel linguaggio del PUPPY PLAY vuol dire “ti voglio bene”; oppure, quando si scrive un qualsiasi messaggio su qualsiasi chat, si usa concludere il messaggio con frasi come; *lick (leccatina), *wag tails (scodinzolata) e molto altro;

Si sta creando una vera e propria PUPPY COMMUNITY (una comunità fatta di PRATICANTI, quindi, Cani e Padroni), con dei propri simboli che la rappresenta, come la PUPPY PRIDE FLAG, la bandiera dell’Orgoglio di essere un PUPPY PLAYER, ci sono eventi esclusivamente a tematica PUPPY PLAY (www.internationalpuppycontest.com)

Molti locali e feste fetish/BDSM si stanno sempre più attrezzando ad avere aree apposite; ci sono contesti appositamente costruiti attorno al mondo del PP, come, ad esempio, i “veterinari” e il “branco”;

Vengono istituite e fatte delle gare (detti “contest”, in inglese, per l’appunto “gara”), dei percorsi e delle mostre di Cani Umani, proprio come per i cani biologici (www.internationalpuppycontest.com).

B) LA DESCRIZIONE DI UNA SESSIONE:

B.1) PRIMA:

Una sessione di BDSM consta di quattro fasi.

La prima è la PRESENTAZIONE: i partecipanti alla sessione si siedono a un tavolo e spiegano che figura sono, tra quelle che andrò a citarvi adesso, di conseguenza, cosa aspettarsi l’uno dall’altro e che tipo di sessione intendono svolgere.

Dopo la presentazione, nonché la spiegazione di chi è chi, ecc.., avviene, di conseguenza, un altro passaggio: la CONTRATTAZIONE, che può essere verbale o scritta. Come avviene per tutte le pratiche BDSM, in questa fase, tutti e quattro stabiliscono una serie di cose da fare e da non fare, nonché una serie di linee guida del rapporto.

Stabilito questo il “quadrupede” procede con la VESTIZIONE, nonché con l’uso dell’oggettistica che compone la GEAR del PP, il “bipede” PREPARA L’AREA GIOCO, chiamata o comunemente “DOG/PUPPYZONE” oppure è chiamata, come preferisco chiamarla io, un “MOSH PIT (MOSH, in inglese, vuol dire “muoversi violentemente durante la musica rock, saltando e saltando addosso deliberatamente sugli altri”; PIT: (in questo caso specifico) vuol dire “Cava”), mettendo per terra o delle lenzuola, o degli asciugamani o dei tappetini incastrabili, tipo puzzle: in questo modo niente e nessuno tocca direttamente il pavimento, che può essere sporco. Di conseguenza, il “bipede”, giocherà o coi calzini, possibilmente puliti o, meglio, a piedi nudi.

 

--> La PRESENTAZIONE <--

Secondo il modello statunitense, a cui mi ispiro, in generale “il quadrupede”, ovvero la figura sottomessa, può essere o:

Un cucciolo : tendenzialmente giovane (non importa quale sia l’età umana anagrafica), giocherellone, birichino e poco obbediente. È tendenzialmente quello un po’ più “BRAT”, diciamo così. Da lui c’è da aspettarsi una figura che abbia sempre voglia di giocare, che sia instancabile, che sia poco obbediente, che sia “da addomesticare”, ma, pur sempre, fedele.

Un cane : tendenzialmente, meno giocherellone, più serio, protettivo e obbediente. Da lui, c’è da aspettarsi, l’obbedienza allo stato puro, protezione, e, soprattutto, fedeltà, ma, per contro, una minore voglia di fare certi giochi;

Un lupo : tendenzialmente selvaggio, selvatico, birichino e pretende un alto livello di rispetto. Da lui, c’è da aspettarsi la disobbedienza allo stato puro, cioè, che sia una figura, “strafottente”, per nulla facile da addomesticare e che, se per caso, in un’altra parte di questa stanza ci dovessero essere altri suoi simili, ci si aspetta che lui possa abbandonare letteralmente la sessione, per seguire il suo “istinto” di giocare con i suoi simili, lasciando il “bipede” con un pugno di mosche in mano;

Un Alfa : è un cane, cucciolo o lupo che ha la tendenza a essere un capobranco, un mentore, un leader, un insegnante. Di solito, sono quelli a cui ambiscono a essere i cuccioli. Negli Stati Uniti, di solito, l’Alfa è quello che organizza gli eventi.

Uno Slave dog : è una figura rara. Amano essere umiliati, trattati male, tanto da richiedere che si venga loro mancati di rispetto costantemente sia da “quadrupede” che, soprattutto, da “bipede”, costantemente insultati, presi a calci, a pugni. Purtroppo, molte figure dominanti (in generale) reputano che sia questo ciò che vuole un qualsiasi cane umano.

Invece il nostro “bipede”, ovvero la figura dominante può essere:

Un owner (proprietario): è il proprietario di un Cane, Cucciolo o Lupo, di cui si prende cura. Tra il Pup e l’Owner vi è un legame di appartenenza.

Un handler (gestore): è colui che tiene in gestione per l’appunto (TO HANDLE, in inglese vuol dire gestire), un PET PLAYER per un breve periodo di tempo, come può essere una singola sessione, oppure è colui che dà un’occhiata ai Cani Umani durante le feste BDSM, in cui vi è un’area gioco per Cani Umani (di cui parleremo più tardi), sia nel caso in cui il loro Owner è assente, sia nel caso in cui il Pet Player in questione sia “randagio” (come vedremo più in là). In questo caso, non deve esserci rigorosamente una relazione tra lui e il Cucciolo, ma potrebbe anche esserci.

Un trainer: è letteralmente “l’addestratore”, cioè, lo addestra, insegnando al Cane o al Cucciolo ciò che deve fare e come deve farlo. Si è un trainer quando si prepara dei “corsi”.

A prescindere dalla tipologia di animale, nonché dal comportamento, più o meno tipico di questo, un “quadrupede” può essere appartenente a qualcuno, in cerca di appartenenza e che non vogliono legami e quindi, randagi sono e randagi vogliono rimanere.

--> la CONTRATTAZIONE <--

Principalmente, sono due le cose sulle quali non si può transigere:

Il benessere di chi gioca come Cucciolo. Da una parte, la figura dominante si impegna a non mettere mai a repentaglio la salute né fisica e né, soprattutto, psicologica del Cucciolo; dall’altro, per contro, anche il Cucciolo in questione s’impegna, eventualmente, a non permettere che la figura dominate gliela rovini (o rifiutandosi di obbedire a una pratica rischiosa, oppure addirittura fermando il gioco).

Che, salvo contrattazioni contrarie, la figura dominante, nella fattispecie Giovanni, non considererà mai Michele come uno slave, e che, quindi, che lo tratterà sempre e solo come un “quadrupede” per tutta la durata della sessione.

 

Inoltre decidono:

- Chi sia chi;

- Che genere di gioco intendano svolgere;

- La SAFEWORD o il SAFETYCODE, che devono entrambe essere canine, visto che non è facile uscire da quel personaggio

- Come vestirsi, quindi LA GEAR;

- Le pratiche da fare e, soprattutto, quelle da NON fare ed, eventualmente, che genere di punizioni dare, in caso di disobbedienza;

- L’eventualità di aggiungere o no altre pratiche, che vanno oltre quelle del PP come pure di aggiungere o no il sesso (quindi, con i propri gusti sessuali);

- La possibilità di giocare con o in presenza di altri esseri umani, come altri “bipedi” o “quadrupedi”.

- Varie ed eventuali …

--> la VESTIZIONE <--

Ci sono svariati gadget, che si possono utilizzare, durante i giochi:

Ginocchiere : sono l’accessorio fondamentale per la salute del cucciolo, quello di cui una coppia deve parlare, perché durante il gioco del PP, le ginocchia sono usate spesso: si sta in ginocchio, si cammina, si salta, si corre su quattro zampe etc. Ce ne sono fondamentalmente di due tipi: o quelle da sportivo (pallavolo) o da lavoratore (da piastrellista).

Maschere o museruole : da usare o per fare in modo che un Pet Player in questione non parli, nonché che comunichi tramite il linguaggio corporeo, oppure per meglio personificare l’animale in questione. Ce ne sono di diversi materiali, per accontentare tutti i gusti e tutti i fetish: di pelle, di gomma, di latex.

Mock Paws : (ZAMPE) sono una specie di guanti da pugile, che ricreano la zampa di animale: impediscono l’apertura della mano, costringendo quest’ultima a rimanere chiusa a pugno, obbligando, quindi, a camminare sulle nocche, come pure, non permettono l’uso del pollice. Anche per loro vale lo stesso discorso: ce ne sono di diversi materiali, dai più pregiati ai più economici.

Plug-in : si tratta di uno strumento che simula una coda reale. È composto da una parte, leggermente rigonfia, che si inserisce nell’ano e un’altra parte uncinata, a forma di coda, che può essere più o meno lunga. È curioso vedere come, attraverso una serie di esercizi di contrazione e rilassamento dei glutei, alcuni PP riescano ad agitare la loro “coda”, dando proprio l’impressione che stiano scodinzolando. In più, per chi non ama avere nulla nel proprio retto, ci sarebbero degli harness, adatti proprio per la zona pubica, che terminano con una coda.

Collari e guinzagli : gli oggetti più comuni. Ci sono di diverse tipologie di collari: classici per segnalare che appartengono a qualcuno, coercitivi per i cani un po’ più “birichini” e d’addestramento per quelli che hanno bisogno di essere, per l’appunto, addestrati.

Ora, nulla e nessuno impedisce di usare oggetti tipici del BDSM di stampo classico, come, ad esempio, ball gag, manette e molti altri oggetti per soddisfare ogni genere di fantasia.

Fanno parte del “gear” anche le ciotole, su cui, eventualmente, gli HP andranno a mangiare o a bere, le cucce, le gabbie o i lettini, su cui si andranno a stendere e giacere e, infine, i giocattoli, che si andranno a utilizzare durante la sessione.

Ora voglio sfatare un mito: non esiste un oggetto senza il quale non si faccia PP. Ogni accessorio indossato, deve essere fatto solo se voluto da entrambe le parti, considerato che ci possono essere oggetti che danno fastidio al Cucciolo o che lui non vuole indossare.

B.2) DURANTE:

Ora comincia il gioco vero e proprio.

Da una parte, il Cucciolo, da ora in poi, non parlerà ma deve usare la sua voce soltanto per abbaiare e ringhiare. Comunicherà anche tramite il linguaggio del corpo, assumendo le varie posizioni, per mezzo delle quali ogni cane biologico comunica, come pure utilizzerà il contatto visivo per farsi capire. Assumerà anche la postura, che dovrà essere quanto più corretta possibile (anche da un punto di vista ortopedico); eventualmente muoverà la zampa per dire di voler giocare; eventualmente annuserà, leccherà, camminerà ritto su quattro zampe, si accuccerà e afferrerà gli oggetti senza usare né il pollice e né la mano aperta. Mangerà rigorosamente senza chiudere la bocca, quindi, sporcandosi il muso, senza, quindi, potersi pulire, sbriciolando per terra o in qualsiasi altra parte. Insomma, si comporterà, dunque, come un vero e proprio cane biologico, né più e né meno.

Dall’altra, il “bipede” può fare diverse pratiche. Eccone alcune:

Può mettergli il guinzaglio e portarlo a spasso lungo la location. Poi, mentre passeggia, prende una bottiglietta di plastica vuota o un giocattolo, e glielo fa afferrare con la bocca, e prosegue con la passeggiata.

--> ATTENZIONE, PERÒ: i giocattoli non devono essere giocattoli per cani biologici, perché questi sono costruiti per la loro dentatura, che è molto più forte di quella umana. È consigliabile, quindi, per evitare di perdere i denti, usare giocattoli che si schiacciano e che ritornano facilmente al loro posto, oppure, meglio, una bottiglietta di plastica vuota.

In più, i giocattoli devono essere lavabili con il sapone per i piatti e non fatti usare da nessun altro, se non dal Cucciolo “proprietario”, per questioni di igiene. <--

Poi, lo sgancia dal guinzaglio, gli lancia un frisbee e gli dice “FETCH! ” (il comando per afferrare l’oggetto).

Può chiamarlo a sé e dargli degli altri ordini, come, ad esempio: SEDUTO; GIÙ; CUCCIA; FERMO; ASPETTA; VIENI; o quelli un po’ più elaborati, come, ad esempio: LA ZAMPA!; SEGUIMI!; SMETTILA!; BUONO!; MOLLA/MOLLA L’OSSO!; PANCIA ALL’ARIA! e molto altro…

Può dargli da mangiare qualcosa, o nella ciotola, costringendolo a mangiare da lì, oppure, costringerlo a bere dalla ciotola (dentro la quale potrebbe esserci di tutto, tanto l’acqua quanto l’urina).

--> ATTENZIONE, PERÒ: Non va mai dato vero cibo per cani biologici, perché sono dannosi per l’essere umano. Il bere, invece, deve essere una FINZIONE: la lingua umana non è fatta come quella dei cani e non può bere allo stesso modo. Pertanto, quest’azione deve essere una sceneggiata e, di tanto in tanto, sarà cura fermare il gioco per far bere “da umano” il Cane. <--

Può lasciarlo libero di fare quello che vuole, ma sempre in qualità di Cane, di accucciarsi ai piedi del Padrone o dove vuole. In quel momento, il “quadrupede” più docile, magari si accuccerà sul suo lettino, sulla sua cuccetta o, come ho detto prima, anche ai piedi del padrone. Invece, quello un po’ più giocherellone, ne approfitterà per dimostrare di voler giocare, cominciando a fare il pazzerello, oppure, prendendo un giocattolo o una bottiglietta vuota di plastica, mettendoglielo accanto al Padrone e strusciarsi addosso a lui, aspettando che lui prenda il giocattolo da terra e glielo lanci. Dopo di che, il Cane glielo riporterà, affinché il Padrone glielo rilanci, oppure, può accucciarsi sotto un tavolo o in un angolo della location e mordicchiarlo, reggendolo con le due zampette.

Può rimettergli di nuovo il guinzaglio e farlo accucciare, nella sua cuccetta o nel suo lettino.

Poi, se è stato bravo, può premiarlo, dandogli del cibo dalle sue dita (come un wafer o un biscotto ripieno) per premiarlo per la sua bontà.

Eventualmente, può dargli il suo piede, pulito o lurido che sia e costringere il Cane ad annusarlo o, addirittura a leccarlo e a ciucciarlo .

Il tutto, contornato e completato da parole di lode se si comporta bene e, di conseguenza, da carezze, solletico sulla pancia ed, eventualmente, abbracci.

Al Pubblico: Ma se lui è poco docile, disobbediente, dispettoso o, addirittura, aggressivo? Cosa succede, se, per caso, il Cucciolo cerca di sottometterlo, urinandogli addosso, o masturbandosi sulla gamba? O, se, invece, morde, magari senza una ragione apparentemente valida?

Beh, niente e nessuno impedisce, ad esempio, di tenerlo legato al guinzaglio, in un angolino, magari, attaccato a un palo o a una delle gambe del tavolo; di percuoterlo, magari sul culo con il giornale arrotolato o col manico di una scopa o di una mazza per lavare il pavimento; di prenderlo a calci; di farlo entrare nella sua cuccia e di bloccargli l’uscita; di chiuderlo in una gabbia, se la si ha a disposizione. Il tutto, eventualmente, contornato da insulti. In tal caso, il Cane deve continuare a non parlare, ma, al massimo, può guaire.

Oppure, può semplicemente, ignorarlo completamente.

Il Cucciolo, quindi, ha diversi modi per dimostrare di chiedere scusa: può guardarlo in maniera dolce, può voler indicare di giocare con le zampette, può avvicinarsi al Padrone, strusciarsi ai suoi piedi, se sono nudi, leccarglieli.

Se tra “bipede” e “quadrupede” si è creata un’armonia, che funziona ed entrambi hanno il forte desiderio, possono fare del sano sesso . Vediamo come si fa.

--> ATTENZIONE, PERÒ: Consiglio di immaginare più a un rapporto omosessuale tra maschi biologici, anche se la cosa potrebbe non piacere, per dei motivi che vi descriverò sotto <--

Il “bipede”, può ordinare al Cane di mettersi su quattro zampe. Dunque il “bipede” si inginocchia dietro di lui davanti al suo posteriore, gli toglie il PLUG-IN, gli fa del RIMMING, gioca un po’ con le sue dita dentro l’ano del Cucciolo, per allargarlo ancora di più e procede con la sodomizzazione. Intanto che il “bipede” procede con questa pratica, il “quadrupede” a cui non è permesso di esprimere il suo piacere parlando, comincia a guaire, mugolare e a emettere degli ululati gioiosi. Se il “bipede” non è ancora soddisfatto, si mette in ginocchio davanti a lui e ordina al Cucciolo di fargli un determinato servizio orale e, successivamente gli ordina di mettersi a pancia all’aria, gli si inginocchia dietro e riprende a sodomizzarlo.

Invece, se è il “bipede” che vuole essere sodomizzato dal Cucciolo, può ordinare al suo Cucciolo di rimettersi su quattro zampe, di fargli del RIMMING e di penetrarlo. Eventualmente, può farsi aiutare da una terza persona a commettere l’atto penetrativo. Come pure, invece, il “bipede”, può mettersi in ginocchio dietro di lui o sotto di lui e praticare un servizio orale al suo Cucciolo. Anche in questo caso, il Cane non deve parlare, ma a mugolare, non deve usare il pollice, ma simulare letteralmente le stesse posizioni, che avrebbe un Cane. (Su siti come YOUPORN, XTUBE e molti altri simili, circolano video in cui Cuccioli penetrano i propri Padroni).

Come potrebbe comportarsi il nostro Cane se ce ne fossero degli altri?

Allora, uno degli aspetti peculiari e caratteristici del PP è proprio quello di avere la possibilità di interagire e fare altre pratiche e attività con altri Cani. Le attività che fanno o che possono fare tra loro sono di varia natura: possono essere di natura puramente ludica, di sottomissione, pratiche DIRTY e persino di natura sessuale. Ad esempio, tra loro, possono giocare a fare la lotta, a fare la gara a chi prende per primo il giocattolo o la sorpresa in cibo, lanciata da un altro “bipede”, possono marcare il territorio con l’urina, o usare la stessa per sottomettere l’altro, possono tirare un qualsiasi oggetto, come una corda o un fazzoletto, con la bocca fino a quando uno dei due non molla “la preda”, per decidere chi dei due sia il leader, possono ringhiare l’uno all’altro o l’uno mordere l’altro o cercare di farlo, si annusano a vicenda l’uno il sedere dell’altro (che, magari, può essere anche sporco), se si vuole, anche persino leccarlo, come pure possono fare le stesse cose sul genitale dell’altro. Per quanto riguardano le pratiche sessuali, invece, beh, devono imitare letteralmente la maniera di copulare dei cani biologici: si penetrano su quattro zampe, magari facendosi aiutare da un “bipede”, per la penetrazione. Quando ciò avviene, o il passivo rimane a quattro zampe e il Cucciolo attivo si mette su due e lo penetra, oppure il passivo può letteralmente accucciarsi o sdraiarsi e il Cucciolo attivo lo penetra. A questo punto, il “bipede” può decidere se dare o no una mano al Cucciolo che penetra, reggendogli il suo membro, oppure se lascia fare tutto a lui.

B.3) DOPO: L’HEADSPACE & L’AFTERCARE:

Durante la fase del gioco, può succedere che l’individuo, che gioca a fare il Cane, quindi, l’individuo sottomesso, entri in uno stato d’animo chiamato “headspace”, cioè “stato mentale”, “stato d’animo”, che non è affatto dissimile dal famoso SUBSPACE, tipico delle altre pratiche BDSM. Infatti, come per quest’ultimo, così anche durante la fase dell’HEADSPACE, il mondo scompare e può accadere di entrare in una sorta di trance, di stato ipnotico. Come per l’ultimo, così, anche per il primo, ci si dimentica, dunque, dei propri problemi, preoccupazioni, delle paure. E la realtà viene letteralmente alterata. E, proprio come accade durante il secondo, è facile non accorgersi che ci si sta facendo male, si stanno subendo escoriazioni, graffi e, quindi, è facile voler continuare a giocare. A differenza, però, del SUBSPACE, nell’HEADSPACE si può arrivare a perdere la propria identità. In poche parole, Si tratta, cioè, di uno stato d’animo, per il quale, chi vi entra, non sa più chi è; perde completamente la sua identità di essere umano, sentendosi in tutto e per tutto un cane, al punto da non riuscire a parlare o da arrivare a fare, per istinto, tutto ciò che fa un cane: abbaiare, latrare, ringhiare, digrignare i denti. Entra in un vero e proprio “trip mentale”. Cioè, lo “stress psicologico”, che ha il sottomesso, aumenta mano a mano, visto che si deve adattare alla realtà, momentaneamente nuova e innaturale, e, di conseguenza, la personalità dell’essere umano regredisce. Questa è una fase molto delicata, dal momento che, innanzitutto, come ho detto prima, si perde completamente l’identità di se stessi. Può succedere anche che si faccia fatica persino a risvegliarsi da questo stato di trance, proprio perché non ci si riesca a liberare dei propri istinti animaleschi.

Di conseguenza, è fondamentale l’importanza di un aftercare adeguato. Non c’è una regola ben precisa di che cosa fare durante quest’ultima fase. Sulla base di molte esperienze, di miei amici Cuccioli virtuali statunitensi, con cui corrispondo, posso dirvi che, la figura dominante debba avere molta buona volontà di rimanere sul posto con il Cane Umano per un periodo sufficiente, fino a quando questo non ritorna in sé in qualità di essere umano, deve avere molta pazienza, soprattutto se il suo sottomesso ha difficoltà a uscire da questo stato e, soprattutto, deve aspettarsi qualsiasi cosa da quest’ultimo, dunque, dosare estrema dolcezza a una profonda determinazione.

Questo significa che non ci si può improvvisare PUPPY PLAYER, perché, come abbiamo visto, non si tratta solo di costringere il proprio schiavo o schiava a fare il cane, a camminare su quattro zampe e abbaiare, ma è un complesso di pratiche e di azioni sulle quali bisogna essere preparati a 360°, almeno da un punto di vista teorico.

Concludo, indicando quelli che sono i protocolli del PUPPY PLAY, quindi, come comportarsi davanti a un Cucciolo e si è degli sconosciuti:

Se sei un “bipede” sconosciuto:

Se nei pressi del Cucciolo o cane, verso cui intendi avvicinarti, si trova un altro essere umano, devi chiedere a quest’ultimo se ti puoi avvicinare o, persino, accarezzare il cucciolo/cane. Se il cucciolo/cane, invece, è solo e, nel momento in cui ti avvicini, scappa o ringhia, lascialo in pace. Non dovresti mai tentare di tirare il suo collare o guinzaglio e, se per caso, il cucciolo/cane dovesse avere un lucchetto, non toccare mai il collare: ci sono OWNERS che avvertono tale gesto, come una vera e propria mancanza di rispetto verso di loro. Sarà il Cucciolo, che vuole essere accarezzato, ad avvicinarsi a te o a leccarti o annusarti, quando ti avvicini a lui.

Se sei un altro human pup/dog:

Non balzarti o buttarti su un altro Cucciolo, senza prima presentarti in maniera adeguata, abbaiando, uggiolando, o, persino, utilizzando il linguaggio umano. L’altro Cucciolo potrebbe non voler giocare oppure, potrebbe aver ricevuto l’ordine, da parte del suo OWNER, TRAINER o HANDLER, di non interagire con altri Cuccioli.

PER SAPERNE DI PIÙ:

LIBRI (IN INGLESE):

Michael Daniels – Woof! – A boner book;

Michael Daniels – Grrrr! – A boner book.

LINK CONSIGLIATI (in Inglese)

Gruppi Facebook:

European Puppy ; International Puppy ;Puppy 101

American Pups ; Portland Pups and Handlers ; Ruff Pup CNKY ; Saint Louis Puppy Patrol ; Seattle Pups and Handlers ; Vancouver Pups and Handlers

Altri Gruppi:

A-PAH (Arizona Pups and Handlers) ; Chicago Puppy Patrol ; I-PAH (International Pups and Handlers) ; Sunshine Puppies on the Run

Pagine Facebook:

Chicago Puppy Patrol ; European Puppy Patrol ; Ruff Pups ; Saint Louis Puppy Patrol ; Sirius Pup

 

 

Accessori e Gear:

Doghouse Leathers ; Fetish Pet Store ; Fetish Zone ; Fort Troff ; Heavy Rubber Shop ; LeatherQueer ; Mister B ; Mr. S Leather ; Recon ; Running Wolf ; SeeRexPlay ; SHEL-don ; Square Peg Toys ; Stockroom

Eventi a tematica Puppy Play:

International Puppy Contest ; International Puppy & Trainer Contest ; Northwest Puppy Contest ; Puppies in the Mountains ; WOOF Camp

Community:

No Safe Word Podcast ; Puppy Play 101 ; PupZone ; Sirius Pups ; The Happy Pup

ATTENZIONE: alcuni di questi siti potrebbero non essere più funzionanti. Ci sono altri gruppi anche sul sito www.fetlife.com

Questo articolo è un estratto da: Discorso sul PUPPY PLAY - 9 giugno 2016.

 

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