Il piacere di essere Retif

Retif 01Da sempre: se qualcuno mi chiedesse da quanto sono attratto dai piedi di una donna, la risposta sarebbe questa. Freud ci spiega perché, secondo lui, si nasce con questa attrazione ma, in questa sede, preferisco sorvolare sulla sua analisi. Quello che so è che da quando ho memoria sono affascinato dai piedi femminili e ho la fortuna di poter coltivare questa mia passione liberamente, condividerla con compagne di gioco, alcune delle quali sono diventate preziosissime amiche anche nella vita "vanilla". Non è stato facile né scontato arrivare a questo punto e mi fa piacere condividere la mia esperienza anche con chi legge.

Negli anni questa attrazione può essere concretizzata in modi necessariamente molto diversi : da bambino  e fino alla pubertà ci si limita a "guardare e non toccare", al mare o in città d'estate quando molti piedini si mettono in mostra, che la loro proprietaria ne sia consapevole o meno, oppure, per i più fortunati, in casa se capita qualche zia o cugina o amica di famiglia di passaggio.

Quando poi cominciano i contatti fisici con l'altro sesso, bisogna vedere se si trova il coraggio di mostrare anche questa passione. Personalmente ricordo che dai diciassette, diciotto anni in poi ho sempre cercato di "buttare là" il mio piacere di coccolare i piedi della mia partner del momento, sia prima che dopo aver fatto tante altre belle cose. Devo dire che nella grande maggioranza dei casi la cosa non veniva rifiutata ma non senza sguardi abbastanza interdetti!

Passatemi il parolone, ma ne devo fare anche una questione di epoca storica.

Sono assolutamente certo che trentacinque anni fa le cose, anche in questo "ramo", fossero molto diverse rispetto ad oggi. C'erano sicuramente molte più inibizioni, pudori e limitazioni tra i ventenni di belle speranze, maschi o femmine che fossero. Non esistevano neanche lontanamente le forme di acquisizione  e condivisione di informazioni odierne, di qualunque tipo e a qualunque livello. Certi argomenti erano mille volte più tabù e le probabilità di essere mal giudicati erano altissime. Di conseguenza lo erano anche le paure di uscire allo scoperto con qualcosa su cui oggi  si fanno  battute anche a Domenica In e programmi equivalenti. In questo senso non nascondo un pizzico di invidia nei confronti dei venti/trentenni di oggi, che possono creare e vivere molte più occasioni di quante ne abbia avute io a parità di età e, in tanti casi che conosco, parlarne anche con amici "vanilla".

Impensabile!

Crescendo, il rischio massimo, per molti inevitabile, è quello di dover coltivare la propria passione kinky di nascosto o addirittura di reprimerla. Mi rendo conto che chi sta leggendo queste righe è quasi certamente già parte di un mondo e mi auguro per lui/lei che viva appieno le sue passioni, ma, soprattutto se ha "qualche" capello bianco come me, è improbabile che gli sia andato sempre tutto liscio!

Quello che mi sento di dire a chi invece si sta appena avvicinando, o vorrebbe tanto farlo, a questo genere di impagabile libertà è di lanciarsi: leggere, scrivere, domandare, incontrare, "praticare" oggi è possibile e, indipendentemente dall'età, non è mai troppo tardi o troppo presto o fuori luogo farlo. La gratificazione che ne segue non ha prezzo. Recentemente sono stato ad una festa Bdsm con una donna del tutto estranea alla cosa ma felice di curiosare. A un certo punto mi ha detto: "Quanto mi piace questo posto" "Perché ti piace??" chiedo, molto interessato…"Perché qui c'è una totale assenza di giudizio tra le persone".

Mi fermo qui, basta e avanza.

Io ho avuto una svolta relativamente tardiva, diciamo partita una dozzina di anni fa, che mi ha portato, soprattutto negli ultimi cinque, a raccogliere frutti meravigliosi nella mia "carriera" di feticista (anzi, per amore di precisione, retifista). Non è certo un caso che questa svolta consegua alla fine del mio matrimonio : una volta riprese le fila della mia vita, ho cominciato a vivermela diversamente. Perché non abbia condiviso tutto con la mia ex moglie non lo so e immagino poco interessi, fatto sta che così è andata. Nella vita si deve imparare dalle esperienze fatte e di certo questo è un errore che non rifarei. In realtà ciò implica dover avere una partner kinky, che "parli la stessa lingua" o una vanilla alquanto illuminata.

Esistono anche queste, pochissime ma esistono!

La fortuna ha voluto premiarmi facendomi incontrare su Internet, quindi in modo molto casuale, una meravigliosa creatura che, negli anni in cui ci siamo visti, mi ha aperto gli occhi sulla possibilità di potermi presentare, offrire, comportare in un certo modo, facendomi capire che, sì, poteva funzionare, non solo con lei ovviamente. Senza insegnamenti espliciti, senza praticamente rendersene conto, è diventata di fatto una delle donne più importanti della mia vita e quello che sono oggi in questo ambito origina moltissimo da Lei.

Come sono ? Abbastanza atipico, direi: non sono per niente sottomesso (anzi...al limite…), non me ne frega assolutamente niente delle scarpe e l'adorazione dei piedi di una donna per me non ha la benché minima valenza sessuale. Molto diverso dalla maggioranza dei feticisti che leggo in giro o che incontro.

Mi piace moltissimo coccolare le ragazze con cui gioco, non solo in senso fisico se poi si sviluppa anche un rapporto personale.

Anzi questo è l'unico motivo di interesse che mi porta a giocare più di una volta con qualcuna: baciare piedi tanto per baciare piedi non mi riguarda più da un pezzo. Il tutto però su una base paritaria e non certo da servitore a vario titolo.

Tanto sono amante dei piedi e delle sensazioni psicofisiche che mi offrono (non tutti e non di tutte, sia chiaro) quanto sono indifferente alle scarpe. Mi attiro anzi insulti e prese in giro sia delle mie amiche che dei miei "colleghi" quando dico che al limite preferisco una ragazza che porta delle non scarpe, tipo ballerine o scarpe da ginnastica. Lo so, lo so...

Last but not least, la cosa non mi eccita fisicamente, neanche un po '. Sono assolutamente impossibilitato al foot job!! Per me massaggiare e baciare dei piedini è un piacere strettamente legato alla persona con cui interagisco e se questa non mi attrae in qualche altro modo (non ne faccio una questione di bellezza fisica), può avere i piedi più belli del mondo ma dopo cinque minuti sono già stufo di occuparmene. Tutto quanto mi piace fare, legato ai piedi di una donna, è una fonte di relax, di tranquillità e di "pace" e più vedo che la mia compagna di gioco si rilassa mentre chiacchieriamo del più e del meno e piano piano si abbandona, più io cado in una specie di catalessi che può durare anche ore se il tempo che ci ritagliamo ce lo permette. Mi è capitato più di una volta di causare un piacevole addormentamento della “complice” di turno.

Il che non deporrebbe certo a mio favore, in altre circostanze!

So molto bene che questo mio tipo di approccio è solo uno dei tanti e che tanti altri amanti dei piedi possono non capire come e quanto io possa trarne piacere. Lo stesso, inutile dirlo, vale per me nei confronti di chi ama leccare una scarpa o farsi calpestare o non guardare neanche ci c’è “al di sopra del ginocchio”. L’importante è che tutto avvenga in assenza di quel giudizio a cui accennavo sopra.

Nella mia esperienza fino ad oggi, fortunatamente è così e sono sempre più contento di fare parte di questo mondo che è veramente bello proprio perchè è veramente vario.

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