Il club Kitan Club (cKC) in poche righe

Kitan, in giapponese, significa "cosa strana" e la rivista giapponese Kitan Club (奇譚クラブ) ha raccolto, dal 1946 fino al 1977, cose molto, molto, molto "strane". Dai primi passi del sadomaso e del bondage giapponese (che lì si chiama kinbaku o shibari) alle più sofisticate tecniche di immobilizzazione con corde sul Kitan Club s'è praticamente visto di tutto.

Per dirne una, ad esempio, il Kitan Club ha pubblicato a puntate (per la prima volta) il cult femdom di tutti i tempi: Yapoo.

Ma non solo: quasi tutti i kimbakushi (legatori) giapponesi di seconda e terza generazione hanno iniziato guardando le fotografie del Kitan Club e da qui sono partiti inventando un'arte così complessa e sfaccettata che a stento si crede abbia solo poco più di 70 anni.

Il club Kitan Club è un gruppo informale di persone costituito nel 2012 a Milano, sempre aperto ad adesioni e nuovi arrivi che un po' per scherzo e un po' seriamente si riconosce nella filosofia del Kitan Club, se di filoosfia si può parlare. Bondage e divulgazione dell'esperienza, sperimentazione, formazione e informazione sulle corde in particolare e sul SM/BDSM (comunque lo vogliate chiamare) in generale.

Aderire al cKC non comporta (per ora) nessun atto formale di tesseramento: basta esserci negli eventi che organizziamo e supportarci partecipando alle feste e ai munch, parlando bene di noi (che è poi parlare bene di voi stessi) e fare con scrupolo i compiti prima, durante e dopo ogni scena di bondage.

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